Descrizione
Nel progetto “RIC 26: Un tuffo nel sogno”, inserito nell’ambito della candidatura di Riccione a Capitale del Mare 2026, partecipa, assieme a varie realtà locali, l’Associazione Diportisti Nautici Riccione. La sua presenza si distingue come una delle partecipazioni più attive e propositive del percorso di candidatura, contribuendo in modo concreto alla costruzione della visione complessiva del progetto.
La forza della candidatura riccionese risiede infatti nel suo carattere corale e partecipativo: il dossier non è l’espressione di un singolo ente, ma il risultato di un lavoro collettivo.
In questo quadro, l’associazione evidenzia la centralità della produzione ittica locale come patrimonio culturale ed economico da proteggere e valorizzare, con particolare riferimento alle vongole - le “poveracce” nella lingua e nella tradizione romagnola - simbolo di un rapporto di cura e attenzione verso il mare.
Elemento di forte valenza simbolica e culturale è inoltre l’almadira, ossia la legna, i rami e i detriti che il mare deposita sulle spiagge dopo le mareggiate. Anticamente utilizzata per accendere la brace e cuocere il pesce dell’Adriatico, l’almadira rappresenta oggi un ponte tra memoria, identità locale e sostenibilità: un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni la storia delle comunità costiere e la capacità di leggere il mare non solo come spazio di risorse, ma anche di cultura e creatività. L’almadira diventa così simbolo di un patrimonio materiale e immateriale in cui tradizione, ingegno e responsabilità ambientale convivono. Nel contesto della candidatura, Adina ha offerto un contributo di riflessione in cui il mare è visto non solo come risorsa naturale o attrattiva turistica, ma anche come tessuto di relazioni sociali, memoria storica e conoscenza condivisa.
In sintesi, il ruolo dell’associazione nel contesto della candidatura a Capitale Italiana del Mare 2026 consiste nel proporre una visione riflessiva e strategica: valorizzare le risorse ittiche locali, tramandare le tradizioni marinare, custodire la memoria culturale dell’almadira e, al contempo, promuovere un rapporto inclusivo, educativo e sostenibile con il mare.
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Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2026, 15:29