Descrizione
In una lettera aperta indirizzata a Roberto Malini, copresidente di EveryOne Group, la sindaca di Riccione Daniela Angelini interviene sulla richiesta di cambio di nome di Villa Mussolini.
Pur riaffermando il pieno e assoluto impegno antifascista della città — confermato anche attraverso la revoca della cittadinanza onoraria al duce nel 2025 — la prima cittadina ribadisce che la priorità non è cancellare il passato, ma abitarlo con nuovi valori: attraverso un percorso di “risignificazione” culturale, l’immobile si distacca definitivamente da ogni ambiguità storica per diventare un luogo di libertà, senza concedere alcuno spazio a derive nostalgiche. Di seguito il testo della lettera firmata dalla sindaca Angelini.
Gentile Roberto Malini, Copresidente di EveryOne Group,
La ringrazio per la Sua lettera e per l’appello rivolto a questa Amministrazione comunale. Il contributo di ricercatori e difensori dei diritti umani come Lei è sempre uno stimolo prezioso per la nostra comunità.
Condivido il principio secondo cui i luoghi custodiscono responsabilità. Proprio per questo, pur partendo dal presupposto che nella vita la saggezza risieda anche nella capacità di evolvere le proprie convinzioni e che nessun percorso di riflessione possa dirsi mai definitivamente concluso, desidero confermare che il cambio di denominazione della Villa non è all’ordine del giorno di questa Amministrazione comunale.
Riccione ha scelto di vivere ed evolvere la memoria storica e non di cancellarla, negandola. La nostra Amministrazione ha già dato prova di estrema coerenza, lasciando ben pochi margini ad equivoci: nel maggio 2025, il Consiglio Comunale ha approvato la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad Aldo Oviglio. Un atto volto a restituire dignità a un riconoscimento che deve appartenere solo a chi si è distinto per valori umanitari e democratici, sancendo l'incompatibilità tra la nostra città e chi ha firmato le leggi razziali e soppresso le libertà.
Riguardo alla Sua proposta, è doveroso fare chiarezza storica: le ricerche documentali confermano che Villa Mussolini non è mai stata Villa Margherita. Quest'ultima era la "Pensione Margherita", un edificio differente situato al civico 36 di viale Vittorio Emanuele III (oggi viale Milano) e demolito nel 1940. La Villa di cui discutiamo, nata come Villa Beccadelli e poi nota come Villa Monti e Villa Lilia, ha una storia catastale distinta.
Abbiamo già trasformato questo immobile in un luogo di cultura e di libertà, celebrando simboli universali come Frida Kahlo e sottraendolo definitivamente a qualsiasi ambiguità. Con l’acquisizione della Villa abbiamo confermato che tale deve restare.
Siamo inoltre convinti che cambiare il nome oggi potrebbe produrre il pericoloso effetto di trasformare la Villa in un luogo per nostalgici, cosa che non è mai stata e che questa Amministrazione non permetterà mai che diventi.
Resto a Sua disposizione per futuri progetti che possano onorare la memoria delle vittime della Shoah e della famiglia Matatia, affinché il monito della storia resti vivo nel cuore di Riccione.
Con viva cordialità,
Daniela Angelini, sindaca di Riccione
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Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026, 12:57