Descrizione
“La fiducia del Comune di Riccione nella Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini è piena e convinta. È una fiducia istituzionale, costruita e rafforzatasi negli anni.”
“Parliamo di un procedimento che ha trovato una sua definizione formale con la comunicazione del 20 marzo, con cui la Fondazione ha accolto la proposta del Comune. Da quel momento non siamo più nel campo delle ipotesi, ma nel terreno degli atti. Ed è sugli atti e sulle procedure che si fonda il rapporto tra istituzioni.”
La sindaca ribadisce il rispetto nei confronti della Fondazione e dei suoi organi: “Il Comune di Riccione riconosce pienamente il ruolo, l’autonomia e la responsabilità della Fondazione. Proprio per questo riteniamo fondamentale che il percorso già definito venga preservato nella sua coerenza, evitando che dinamiche esterne possano incidere su un quadro già chiaramente delineato.”
Il riferimento è alle recenti prese di posizione pubbliche della società David2, che hanno tentato di riaprire una procedura già conclusa e che hanno più volte chiamato in causa il Comune di Riccione.
“Il diritto di critica è sempre legittimo. Ma quando, a valle di una decisione formalmente assunta, si insiste nel rappresentare l’operato dell’Amministrazione in modo parziale o non aderente agli atti, il tema non riguarda più soltanto il confronto tra soggetti interessati. Riguarda direttamente l’immagine del Comune e della città.”
Angelini entra quindi nel merito del tono assunto nel dibattito pubblico.
“Non possiamo accettare poi che l’azione del Comune venga ridotta a caricatura o che anni di gestione pubblica della Villa vengano descritti come privi di visione culturale. Non è una rappresentazione corretta dei fatti, né del lavoro svolto in questi anni. Una cosa è sostenere la bontà della propria proposta. Altra cosa è costruire una narrazione che lascia intendere una presunta inadeguatezza dell’Amministrazione. Questo tipo di comunicazione non contribuisce a un confronto serio e rischia di produrre effetti distorsivi sull’opinione pubblica.”
La sindaca sottolinea inoltre come tale esposizione pubblica non sia priva di conseguenze: “Quando dichiarazioni reiterate finiscono per accreditare un’immagine non corrispondente alla realtà amministrativa e agli atti adottati, il Comune ha il dovere di intervenire. Non per alimentare polemiche, ma per tutelare la propria credibilità istituzionale e l’interesse della città.”
Per questo motivo, la sindaca ha ritenuto necessario formalizzare direttamente la posizione del Comune.
“Nella giornata odierna ho trasmesso alla Fondazione una comunicazione formale con cui si richiama il quadro degli impegni già assunti e formalizzati. È un atto dovuto, che nasce nel pieno rispetto del ruolo della Fondazione e con l’obiettivo di tutelare la coerenza del percorso avviato.”
Angelini introduce quindi il passaggio più netto: “È altrettanto necessario chiarire un punto che riteniamo non più rinviabile. Il Comune di Riccione non è un soggetto terzo in questa vicenda, ma una parte direttamente coinvolta, titolare di un interesse pubblico formalmente riconosciuto attraverso atti adottati e comunicati.”
“Per questo motivo, ulteriori prese di posizione pubbliche che dovessero continuare a rappresentare l’operato del Comune in modo distorto, riduttivo o non aderente agli atti amministrativi, saranno oggetto di attenta valutazione sotto ogni profilo, anche con riferimento alla tutela dell’immagine dell’Ente e della città.”
“Il confronto, quando è fondato su dati reali e rispetto istituzionale, è sempre legittimo. Diversamente, quando si trasforma in una pressione esterna reiterata e in una narrazione non corrispondente ai fatti, esce da un ambito fisiologico e impone al Comune una presa di posizione conseguente.”
La sindaca conclude ribadendo la posizione dell’Amministrazione: “Il Comune di Riccione rispetterà integralmente gli impegni assunti. Allo stesso modo, si aspetta che tali impegni vengano rispettati da tutti i soggetti coinvolti. Qualsiasi tentativo di rimettere in discussione quanto già deliberato troverà il Comune pronto a tutelare le proprie ragioni nelle sedi opportune. Villa Mussolini è un bene storico, culturale e identitario della città. La Fondazione ha compiuto una scelta. Il Comune l’ha accolta con responsabilità. Ora quella scelta va rispettata.”
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Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2026, 14:33