Descrizione
C'è un punto sospeso, quasi impercettibile, in cui il tempo sembra trattenere il respiro e la natura incontra l'architettura. In questo spazio sorprendente prendono forma le opere di Andrea Chiesi, tra le voci più significative dell'arte contemporanea, in mostra a Riccione dal 4 aprile al 17 maggio. Il nuovo progetto espositivo del Comune di Riccione dischiude le porte di Villa Franceschi (viale Gorizia, 2) alla mostra personale dell'artista modenese dal titolo “Kairos. Il tempo cruciale”.
“Questo nuovo progetto espositivo ha un valore significativo per la nostra città che con orgoglio presenta questa nuova mostra a Villa Franceschi, confermando il ruolo centrale della nostra Galleria d'arte moderna e contemporanea come sede di espressione, ricerca e valorizzazione dell'arte e delle sue voci contemporanee – dichiara la vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa –. Il dialogo tra Villa Franceschi, con le sue linee sinuose e i suoi motivi decorativi, e le opere di Andrea Chiesi, che evocano paesaggi in continua metamorfosi, ci invita a soffermarci sul significato del tempo e sulla trasformazione dei luoghi. È una riflessione che tocca anche i processi di rigenerazione urbana e le modalità con cui riscopriamo e rileggiamo gli spazi che abitiamo. Ospitare questa mostra a Riccione significa attivare uno sguardo nuovo sul paesaggio contemporaneo, dove memoria, natura e architettura si intrecciano in equilibri inediti e profondamente attuali”.
Le opere di Chiesi tra archeologia industriale e il ritorno alla natura
L'esposizione riunisce una selezione di opere recenti, e in larga parte inedite, realizzate con la tecnica del disegno pittorico a inchiostro di china su carta Rosaspina, appartenenti al ciclo Naturae vincit, dove Chiesi indaga e si interroga sul rapporto tra natura, architettura e tempo. Le opere in esposizione suggeriscono una riflessione sul paesaggio contemporaneo, sull'archeologia industriale e sul ritorno della natura negli spazi costruiti, tra atmosfere sospese e visioni interiori in cui il tempo sembra fermarsi.
In questo dialogo tra natura e spazi costruiti, i luoghi sembrano prendere forma nel Kairos, ovvero nel momento unico in cui si ha la percezione che qualcosa di straordinario stia per accadere. Il concetto di Kairos, che dà il titolo alla mostra, indica infatti il tempo opportuno, interiore, che segna il momento della svolta, della rivelazione e di una profonda consapevolezza. Ne emergono atmosfere sospese e visioni interiori in cui il tempo sembra fermarsi: luoghi reinterpretati in scenari silenziosi ed enigmatici dove lo spazio diventa una dimensione contemplativa e interiore.
Nell'atmosfera rarefatta e sospesa che Chiesi riesce a restituire allo sguardo di chi li osserva, le antiche architetture e gli ambienti naturali sembrano ricongiungersi al trionfo della natura, autentica ed assoluta protagonista dello spazio e del paesaggio. Disegno e pittura si fanno strumenti di ricerca spirituale che unisce la pratica artistica, la meditazione e lo studio delle filosofie orientali, elementi che da anni nutrono il linguaggio espressivo di Chiesi.
Il percorso espositivo comprende anche una sala dedicata ad alcune opere di grandi dimensioni, oli su tela di lino appartenenti a una fase precedente della produzione. Il confronto tra i lavori evidenzia l'evoluzione della ricerca e mette in dialogo le principali tecniche esplorate in momenti diversi del percorso artistico di Chiesi. Dipinti e disegni in cui gli spazi si manifestano come visioni interiori, tra apparizioni silenziose ed enigmatiche.
Nell'esposizione ritroviamo anche alcuni lavori precedenti di Chiesi, vicini al ciclo interpretativo delle cosiddette “archeologie industriali” con opere di ampie dimensioni, dalla minuziosa tecnica dell'olio su tela, che ha segnato la precedente ricerca dell'artista, da cui emerge intatta l'essenza centrale della sua poetica, riproposta oggi con la tecnica dell'inchiostro di china su carta.
Karma 34: l'opera musiva interpretata dagli studenti di Chiesi dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna
Nelle sale della villa spicca un'opera musiva che si inserisce nel racconto della mostra come espressione significativa di partecipazione e dialogo. Si tratta del mosaico Karma 34 (2019), realizzato dagli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna in occasione di un workshop con l'artista. L'opera testimonia concretamente il percorso creativo e formativo sviluppato all'interno di un'istituzione di eccellenza del nostro territorio, che da sempre promuove l'incontro tra tradizione artistica e innovazione. La presenza dell'opera musiva in mostra permette di valorizzare l'esperienza didattica e laboratoriale che ha coinvolto direttamente gli studenti, evidenziando come l'insegnamento e la guida di Chiesi abbiano avuto un ruolo fondamentale nella loro crescita artistica.
La mostra è promossa e realizzata dal Comune di Riccione a cura di Sara Andruccioli e Paolo Trioschi. L'esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile nei seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle alle ; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle alle e dalle alle .
L'inaugurazione della mostra è prevista sabato 4 aprile alle .
Note biografiche
Andrea Chiesi (Italia, 1966) nasce a Modena, dove vive e lavora. È vincitore del Premio Cairo Communication nel 2004, del Premio Terna nel 2008 e della seconda edizione del Gotham Prize di New York, indetto dall'Istituto Italiano di Cultura nel 2012. Si forma frequentando la scena della controcultura della prima metà degli anni Ottanta, esordendo come disegnatore per pubblicazioni indipendenti. Nel corso degli anni sviluppa una ricerca sul paesaggio contemporaneo, il tempo, la memoria, l'impermanenza e la vacuità, attraverso una pittura a olio su tela, tendente all'esasperazione delle strutture, allo studio della luce, dell'ombra e della penombra. Nei lavori più recenti indaga il ritorno della natura nei luoghi abbandonati dall'uomo, rielaborando studi di sacre scritture, testi escatologici e la concezione epicurea della natura attraverso il disegno su carta con pennarelli e inchiostro di china. Nei lavori più recenti indaga il ritorno della natura nei luoghi abbandonati dall'uomo, attraverso il disegno: un meticoloso tratteggio di pennarello nero e velature di inchiostro di china colorato su carta. È tra gli artisti invitati alla mostra “Beyond the mirror” presso il Guardian Art Center di Pechino, 2026, e alla mostra “Pittura Italiana Oggi”, presso la Triennale di Milano, 2023.
Tra le numerose sedi espositive che hanno ospitato le sue mostre si segnalano il PAC di Milano, la Galleria d'Arte Moderna di Bologna, il Palazzo Reale di Torino, il Chelsea Art Museum e la Galleria Nohra Haime di New York, la Galleria Being 3 di Pechino, la Galleria NM di Montecarlo, la Galleria Guidi & Schoen di Genova, la Galleria D406 di Modena, Palazzo Rasponi dalle Teste a Ravenna.
Ha insegnato pittura per molti anni all'Accademia di Belle Arti di Ravenna, attualmente è titolare della cattedra di pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
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Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2026, 14:13