Descrizione
Riccione racconta la propria storia attraverso le voci di chi l’ha costruita. Sabato 27 dicembre alle 15, al Museo del Territorio Luigi Ghirotti, verrà presentata una nuova esperienza digitale e immersiva pensata per cittadini e turisti che desiderano scoprire le origini della città e conoscere da vicino le vicende dei suoi principali benefattori.
La piattaforma accompagna l’utente in un viaggio nel tempo che va dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla nascita del Comune autonomo nel 1922, dando volto e voce a figure che hanno inciso in modo determinante sulla crescita civile, sociale e culturale di Riccione. Protagonisti del racconto sono don Carlo Tonini, Maria Boorman Ceccarini, Lodovico Cicchetti, Sebastiano Amati e Giacinto Soleri Martinelli, uomini e donne che risposero con generosità e senso di responsabilità ai bisogni di una comunità in rapida trasformazione, sostenendone lo sviluppo nei momenti più complessi della sua storia.
L’iniziativa ripercorre un arco temporale di oltre un secolo, mettendo in luce il ruolo di benefattori, imprenditori, amministratori e cittadini che, mossi da spirito di solidarietà e profondo senso di appartenenza, hanno sostenuto la nascita delle prime infrastrutture, dei servizi essenziali e delle istituzioni che hanno contribuito a definire l’identità della città. Un impegno che può essere considerato un vero e proprio eroismo quotidiano, frutto di determinazione, visione e amore per la città.
Il lancio della piattaforma digitale si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Benefattori per amore 1872–1992. Le origini di Riccione”, che prende il via al Museo del Territorio (viale Lazio, 10) alle 15 con un momento introduttivo dedicato al contesto storico e alla presentazione del progetto.
A seguire, i partecipanti prenderanno parte a una visita guidata in centro, a bordo del trenino turistico, alla scoperta dei luoghi simbolo legati ai benefattori e alla storia della città. Il percorso sarà condotto da Dina Maria Vittoria Gravina, guida turistica abilitata della Regione Emilia-Romagna.
Come funziona il viaggio digitale alla scoperta della storia di Riccione
La piattaforma, che si chiama “DoorsAR”, utilizza un linguaggio narrativo originale, ispirato allo stile dello spettacolo di burattini, capace di unire divulgazione storica e racconto emozionale. Attraverso la scansione dei codici QR presenti su sette totem installati in città, cittadini e visitatori potranno ascoltare le “voci” dei benefattori e ripercorrere con loro le tappe fondamentali della nascita e dell’affermazione di Riccione. I totem sono stati installati in punti di particolare interesse storico: all’uscita della stazione ferroviaria, davanti l’ospedale Ceccarini, in viale Ceccarini, sulla darsena, davanti al Grand Hotel, in viale Gramsci e all’angolo tra i viali Martinelli e Corridoni.
DoorsAR è una piattaforma digitale pensata per musei, città e realtà culturali che permette di trasformare luoghi e oggetti in vere e proprie “porte” di accesso a storie e contenuti multimediali, fruibili direttamente dallo smartphone, senza dover scaricare alcuna app.
L’esperienza si attiva in modo semplice: basta inquadrare un QR code, un’immagine oppure trovarsi in un luogo specifico. In questo modo si sbloccano contenuti immersivi come brevi racconti, audio, elementi in realtà aumentata e informazioni pensate per diversi tipi di pubblico. Nel progetto Riccione AR, è sufficiente aprire la fotocamera del proprio smartphone e inquadrare il QR code dedicato: la web app si apre automaticamente e l’esperienza parte subito, senza passaggi aggiuntivi. Questo rende l’accesso ai contenuti in realtà aumentata facile, immediato e alla portata di tutti.
L’applicazione “DoorsAR” è stata realizzata dalla ditta La Jetée di Firenze, con testi di Roberto Malfagia, Ivano Devoti, Stefania Giunta e Andrea Tirincanti, e rappresenta un nuovo strumento di valorizzazione del patrimonio storico e umano di Riccione, capace di rendere il passato accessibile e vivo attraverso le tecnologie digitali.
Il progetto divulgativo e digitale di Riccione è stato realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna.
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Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2025, 12:27