Descrizione
È stata molto più di una presentazione istituzionale. È stato un grande abbraccio collettivo quello che questa mattina ha riempito ogni spazio del Palazzo del Turismo. Riccione ha risposto con una partecipazione straordinaria al lancio ufficiale della candidatura a Capitale italiana del mare 2026, svelando i dettagli del dossier “RIC26: un tuffo nel sogno”. Un appuntamento che ha trasformato la sfida ministeriale in un vero e proprio patto di comunità, con una platea gremita di cittadini, operatori turistici, rappresentanti delle categorie economiche, sociali e sportive, tutti uniti per sostenere una visione che mette il mare al centro del futuro della città.
Il progetto, che poggia su un solido piano finanziario da 5,5 milioni di euro già garantiti dal bilancio comunale e da partner pubblici e privati, è il risultato di un imponente lavoro di squadra. Al fianco della Giunta comunale, oggi sono stati celebrati i veri motori di questa candidatura: i tecnici dell’amministrazione comunale che per settimane hanno lavorato senza sosta, traducendo in un dossier tecnico di alto profilo le ambizioni di una città intera. Insieme a loro, i rappresentanti di quella “rete viva” che compone il comitato promotore — dai bagnini alla Guardia Costiera, dai ricercatori della Fondazione Cetacea ai club nautici e alle associazioni di categoria — hanno testimoniato la coralità di un percorso che non ha escluso nessuno.
Aprendo la conferenza stampa, la sindaca Daniela Angelini ha sottolineato come Riccione sia nata dal mare e come proprio dal mare debba ripartire il suo domani. "Per noi l’Adriatico non è semplicemente una linea blu all’orizzonte – ha dichiarato la sindaca nel suo discorso – ma è la nostra identità più profonda, il lavoro di generazioni e la cultura dell’accoglienza che ci ha resi amati in Italia, in Europa e nel mondo. Ho voluto fortemente questa sfida perché credo che Riccione debba dimostrare che si può costruire un turismo d’eccellenza mettendo al centro la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Noi non lo diciamo soltanto, noi lo facciamo, forti della nostra Bandiera Blu e di simboli come la Saviolina e la Fondazione Cetacea".
Il piano degli investimenti per il 2026 prevede interventi strutturali che cambieranno il volto del litorale: il completamento del nuovo Lungomare del Sole, la riqualificazione del Porto canale come cuore economico e identitario, e la creazione di un distretto museale all’avanguardia nell’area dell’ex Fornace. Luoghi storici come Villa Mussolini e il Museo del Territorio diventeranno hub culturali tecnologici e centri di monitoraggio ambientale.
Uno dei passaggi più toccanti dell'intervento della sindaca ha riguardato proprio la forza del gruppo: "Questo dossier non è nato in una stanza chiusa. È nato ascoltando e lavorando con chi vive il mare ogni giorno con passione e responsabilità. Siamo un’intelligenza collettiva che mette al centro il bene di Riccione prima di ogni interesse particolare. Qualunque sia l’esito finale, sia che otterremo o meno il milione di euro che il ministero mette in palio, noi abbiamo già vinto. Abbiamo vinto perché abbiamo costruito partecipazione, abbiamo rafforzato il senso di comunità e dimostrato che quando Riccione crede in un sogno, sa nuotare e remare insieme nella stessa direzione”.
La candidatura, che ha già incassato il pieno sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini, entra ora nella sua fase decisiva. Ma il segnale uscito oggi dal Palazzo del Turismo è inequivocabile: la città è pronta a questo grande “tuffo nel sogno”, forte di una coesione che rappresenta già il primo, grande traguardo raggiunto.
Il sogno di una città
Aderiscono al progetto “RIC26: un tuffo nel sogno. Riccione Capitale italiana del mare” l’associazione Blennius, la Fondazione Cetacea, il Club Nautico Riccione, l’Ufficio locale marittimo - Capitaneria di Riccione, la Lega Navale Italiana, l’Anmi - Associazione nazionale marinai d'Italia, il Centro velico città di Riccione, il Circolo velico 151 e Adina. Un pilastro centrale della candidatura è l’Associazione per la candidatura Unesco - sede di Riccione, la cui compagine associativa riunisce la Cooperativa Bagnini Riccione, la Cooperativa Bagnini Adriatica, Confartigianato Imprese Rimini, Federalberghi Riccione, la Cna associazione territoriale di Rimini, la Lega Navale Italiana delegazione di Riccione, la Confcommercio della Provincia di Rimini, il Club Nautico Riccione, la Polisportiva Riccione, Blennius e la Famija Arciunesa.
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Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2026, 13:01