Descrizione
Pensava di averla fatta franca approfittando del buio e della strada deserta, ma non aveva fatto i conti con la tenacia e il costante presidio della Polizia locale e con la rete di sorveglianza cittadina. Un giovane di 30 anni, residente a Gradara, è stato rintracciato e sanzionato dopo una “fuga” durata dieci giorni, iniziata subito dopo aver abbattuto un palo della segnaletica e uno della videosorveglianza in viale D'Annunzio.
L'incidente e i pali abbattuti
Tutto ha avuto inizio alle del mattino dello scorso 9 marzo. Un impatto violento, talmente forte da far sparire improvvisamente le immagini sui monitor della centrale operativa: la telecamera di piazzale Allende, colpita in pieno, aveva smesso di trasmettere proprio mentre un veicolo commerciale si avvicinava all'obiettivo. Gli agenti, impegnati nel consueto pattugliamento notturno per il presidio del territorio (in quel momento erano in servizio ben otto pattuglie tra la zona nord, centrale e sud della città), sono arrivati sul posto pochi minuti dopo, trovando solo detriti e i segni di un abbattimento netto.
L'indagine è partita da quei pochi frammenti di plastica e vetro rimasti sull'asfalto. Convinti che un mezzo così danneggiato non potesse essere andato lontano senza assistenza, gli operatori della Polizia locale hanno iniziato a setacciare le ditte di soccorso stradale della zona. La conferma è arrivata da un'azienda di Rimini, che ha ammesso di essere intervenuta proprio in viale D'Annunzio per recuperare un autocarro semidistrutto, fornendo finalmente la targa del mezzo.
L'indagine della Polizia locale e la rete di lettura targa
A quel punto, la tecnologia di precisione del Comune ha dato il colpo di grazia al tentativo di fuga. Nonostante il veicolo fosse stato caricato su un altro mezzo per essere spostato prima a Coriano e poi verso il pesarese, i riscontri della targa sono emersi chiaramente dai transiti registrati sulla rete comunale di lettura targhe. Questo sistema ha permesso di ricostruire con esattezza il tragitto del trasporto in direzione Pesaro, rendendo vano ogni tentativo di occultamento.
Grazie alla collaborazione con i colleghi della città marchigiana, i poliziotti hanno potuto ispezionare il veicolo presso un'officina di autoriparazioni, accertando che i pezzi mancanti alla carrozzeria e al gruppo ottico erano esattamente quelli recuperati sulla scena del sinistro a Riccione, dimostrandone la piena compatibilità.
Le conseguenze per il responsabile
Per il conducente, un cittadino colombiano del '94 residente a Gradara, le conseguenze sono pesanti. Oltre alle sanzioni per la velocità non commisurata e il danneggiamento delle opere pubbliche, l'uomo dovrà rispondere della fuga dopo l'incidente, con una multa di diverse centinaia di euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente di guida. A questo si aggiungerà il conto per l'indennizzo della ditta di pulizia della strada e il risarcimento integrale per il ripristino delle telecamere comunali abbattute.
Questo episodio conferma l'efficacia di una strategia che unisce la presenza fisica degli agenti sulla strada alla potenza della tecnologia. I numeri parlano chiaro: nel 2025 sono stati 24 i casi di incidenti con fuga a Riccione, e grazie alle telecamere si è riusciti a dare un volto ai responsabili nel 66% dei casi con risvolti penali. Nel primo scorcio del 2026 il trend prosegue sulla stessa linea: su quattro fughe registrate finora, due sono già state chiuse con l'individuazione certa del trasgressore grazie all'uso dei sistemi tecnologici comunali.
Le indagini non sono ancora chiuse: la Polizia locale sta infatti approfondendo ulteriori aspetti per verificare se la condotta del conducente possa configurare anche responsabilità di natura penale.
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Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026, 11:29