Descrizione
Questa mattina, in un clima di profondo raccoglimento, è stato celebrato il Giorno del Ricordo. La sindaca Daniela Angelini, ha deposto una corona d’alloro nel giardino intitolato a Norma Cossetto alla presenza delle autorità civili e militari.
L’area verde, situata tra i viali San Martino, Limentani e Da Verrazzano, è diventata dal 2022 il fulcro della memoria cittadina per onorare le vittime delle foibe e il drammatico esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia.
Le riflessioni della sindaca Daniela Angelini
“Celebrare il Giorno del Ricordo significa prima di tutto rompere definitivamente il silenzio che per decenni ha avvolto una delle pagine più buie e dolorose della nostra storia nazionale. Oggi non siamo qui solo per una cerimonia formale, ma per riaffermare un impegno: quello di non permettere mai più che l'ideologia prevalga sull'umanità. Sostare in questo giardino dedicato a Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa nel 1943, ci induce a riflettere sulla crudeltà brutale di cui è capace l'essere umano quando smarrisce il valore del rispetto e della democrazia. Norma era una giovane donna di 23 anni che amava la cultura e la vita, la sua colpa fu quella di essere italiana e di non piegarsi. La sua vita era intessuta di passioni sane: era un'atleta dei Gruppi Universitari, studentessa dell'Università di Padova che girava l’Istria sulla sua bicicletta per consultare archivi e uffici parrocchiali, era una ragazza che credeva nel futuro.
Quando fu catturata stava mappando le risorse minerarie della sua terra per la sua tesi. Non accettò mai di collaborare con i suoi aguzzini. Fu portata nell'ex caserma dei Carabinieri di Visignano e poi nelle scuole di Antignana, trasformate in luoghi di tortura dove Norma subì l'inimmaginabile, pur rimamendo ferma nella sua dignità di donna e di italiana. Dopo le sevizie e le violenze subite fu gettata ancora viva nelle voragini rocciose delle foibe e lì fu lasciata morire, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1943. Il 9 dicembre 2005 Norma Cossetto è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile alla memoria.
Oggi la sua sofferenza ci interroga profondamente e ci ricorda che la libertà che spesso diamo per scontata è stata pagata a un prezzo altissimo. Dobbiamo allora consegnare ai nostri giovani la verità storica, senza sconti e senza omissioni, affinché la memoria delle foibe e dell’esodo diventi un anticorpo contro l’odio e l’intolleranza. Ricordare non serve a riaprire ferite, ma a costruire una coscienza collettiva capace di scegliere sempre il dialogo e la pace. Questo giardino deve essere un luogo di vita dove il ricordo si trasforma in responsabilità civile.”
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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2026, 13:18