Descrizione
Il Parco della Resistenza rappresenta il principale polmone verde della città e un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Proprio per questo, l’Amministrazione comunale di Riccione continua a monitorare con estrema attenzione lo stato di salute dei suoi laghetti, specchi d’acqua che da sempre attraggono una ricca fauna selvatica ma che, negli ultimi anni, hanno manifestato criticità legate al cambiamento climatico e alla qualità ambientale.
Dopo gli ingenti investimenti già messi in campo (come la riqualificazione dei ruscelli terminata nel 2023, l’avvio di progetti innovativi di fitodepurazione e bioattivazione nel 2024 per oltre 76mila euro e la manutenzione del sistema idraulico nel 2025 e 2026 per circa 10mila euro), l’obiettivo è ora quello di individuare una soluzione che risolva una volta per tutte le problematiche strutturali.
La sfida della manutenzione e il problema dei fanghi
Il cuore della questione riguarda la pompa di ricircolo e il relativo sistema di filtraggio. Sebbene l’impianto sia moderno e dotato di sistemi di controllo efficienti, il suo funzionamento viene periodicamente compromesso dall’accumulo di fanghi organici. Questa fanghiglia, prodotta naturalmente dalla numerosa presenza di anatidi e uccelli, finisce per ostruire i meccanismi, innescando una reazione a catena: quando la pompa si blocca, il livello dell’acqua si abbassa rapidamente e la mancanza di ossigenazione favorisce una proliferazione anomala di alghe e mucillagini.
È una situazione di contrasti: quando il sistema entra regolarmente in funzione, la condizione del lago è ottimale — come si è potuto apprezzare durante le scorse giornate di Pasqua — ma basta un’ostruzione causata dai sedimenti per compromettere l’equilibrio dell’intero ecosistema.
L’ipotesi dello svuotamento totale
L’assessore all’Ambiente Christian Andruccioli sottolinea come il benessere di quest’area stia “particolarmente a cuore all’Amministrazione, che negli anni non ha mai smesso di investire risorse e progettualità per garantirne il decoro”. Per questo motivo, i tecnici comunali stanno ora studiando l’ipotesi di uno svuotamento completo dei bacini. “Si tratterebbe di un intervento radicale per procedere a un ripristino ottimale del fondo, eliminando alla radice i fanghi accumulati e permettendo alla pompa di operare nelle migliori condizioni possibili senza subire interruzioni”.
Un impegno costante per la biodiversità
Questo possibile intervento si inserisce in un percorso di rigenerazione ecologica già tracciato dal Documento Unico di Programmazione, che mira a trasformare le criticità stagionali in opportunità di miglioramento per il verde urbano. L’obiettivo finale resta quello di garantire la massima salubrità delle acque e la tutela della biodiversità, assicurando che il Parco della Resistenza possa rimanere quel gioiello naturale che i riccionesi amano vivere quotidianamente.
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Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026, 13:24