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La stagione teatrale di Riccione torna allo Spazio Tondelli, prendendo il via il 3 novembre con Lino Guanciale e Gianmarco Saurino

Il teatro della città di Riccione riapre completamente rinnovato e inaugura una nuova idea di spazio culturale dedicato al contemporaneo: un luogo aperto all’incontro tra arti, linguaggi e comunità.

Data :

30 luglio 2026

Illustrazione in bianco e nero puntinato di un volto femminile che mette in risalto lo sguardo, immagine simbolo di Riccione Teatro e del Premio Riccione per il Teatro.
Municipium

Descrizione

Dopo una grande attesa, lo Spazio Tondelli torna a ospitare la stagione teatrale di Riccione. Completamente  rinnovato, il teatro posto all’incrocio tra viale Ceccarini e viale Don Minzoni accoglie la nuova stagione martedì 3  novembre con Flusso, funambolico e poetico monologo a due voci interpretato da due protagonisti assoluti della  scena italiana: Lino Guanciale, impegnato anche in veste di regista, e Gianmarco Saurino. Scritto da Christian Di  Furia, Flusso è un testo scoperto e sostenuto produttivamente dal Premio Riccione per il Teatro, che gli ha  assegnato la menzione speciale “Franco Quadri”, per poi accompagnarlo verso il recente e applauditissimo  debutto al Piccolo di Milano. Il ritorno a Riccione proprio in apertura di stagione è il coronamento di un percorso  di successo. 

La stagione 26/27 al nuovo Spazio Tondelli è il fulcro di un progetto culturale destinato a svilupparsi nell’arco  dell’intero anno. Il cartellone di prosa, annunciato già nel mese di luglio per consentire al pubblico di  programmare con anticipo gli abbonamenti, rappresenta infatti il primo capitolo di un percorso molto più ampio  che sarà presentato e approfondito nel mese di settembre insieme al calendario completo delle attività. Attorno  alla stagione teatrale prenderà forma un programma articolato di festival, incontri, progetti dedicati alle nuove  generazioni e iniziative di respiro internazionale, con l’obiettivo di restituire alla città non soltanto un teatro  rinnovato, ma un nuovo luogo di produzione, ricerca e partecipazione culturale.

Dopo la prima: il cartellone

L’attenzione per i talenti emergenti della scrittura teatrale è un tratto distintivo di tutta la stagione 26/27. Il  cartellone propone per esempio Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi, autori del caustico ed esilarante Uno  spettacolo italiano (3 dicembre). Lo spettacolo è proposto fuori abbonamento ma rientra in uno speciale carnet  under 30 dedicato alla nuova drammaturgia: una selezione di cinque spettacoli ideata da Riccione Teatro per  avvicinare il pubblico più giovane ai nuovi autori della scena contemporanea. Lo stesso Borghesi, insieme alla  compagnia Kepler-452, è a Riccione anche con Gli altri. Indagine sui nuovissimi mostri (21 gennaio), reportage  teatrale sul fenomeno degli hater che sa “entrare con ironia e poesia negli interrogativi del nostro presente”  (Sipario). Dopo i successi al Premio Riccione 2019 e 2021, torna in città anche Pier Lorenzo Pisano, che insieme  al Gruppo della Creta – e alla riccionese Daniela Giovanetti tra le protagoniste in scena – presenta Nelle puntate  precedenti, una serie a episodi dal vivo che porta la narrazione seriale televisiva dentro il linguaggio del teatro  (7, 14 e 21 aprile).

Ai talenti emergenti il cartellone affianca autori di grandissima fama come Ascanio Celestini e Stefano Massini. Il primo è allo Spazio Tondelli con il monologo Poveri cristi (14 gennaio), “formidabile, poetico e politico”  esempio di teatro di narrazione (Teatro.it), ispirato alle storie incredibili di persone a cui non fa caso nessuno.  Massini chiude invece il cartellone con E l’Ape disse alla Vespa: “Sì, Ciao” (24 maggio), epica metalmeccanica  sulla Piaggio e l’Italia sognatrice del dopoguerra. Un intreccio di storie collettive e familiari, passioni politiche e  amori privati, che conferma le doti narrative di un autore lanciato poco più di venti anni fa dal Premio Riccione e  arrivato a vincere cinque Tony Awards, gli Oscar del teatro americano.

Sono all’insegna del teatro d’autore anche gli omaggi a Mattia Torre e Massimo Sgorbani. Il talento di Torre,  scrittore di culto scomparso troppo presto nel 2022, torna in scena grazie a Fausto Paravidino, che dirige Silvia  D’Amico, Edoardo Pesce, Carlo De Ruggiero e Cristina Pellegrino in Figli, irresistibile tragicommedia sulle sfide  della genitorialità nell’Italia contemporanea (21 e 22 novembre). Di Sgorbani, protagonista al Premio Riccione  nei primi anni Duemila, viene invece proposto uno dei testi più dirompenti, Beata oscenità, dedicato  all’incredibile vita di Giò Stajano, uno dei primi uomini italiani a diventare donna, nipote del gerarca fascista  Achille Starace, protagonista delle notti romane e infine suora laica in un convento piemontese (2 marzo, regia  di Serena Sinigaglia, in scena Gianluca Ferrato). 

Scrittura appassionante e indimenticabili storie di sport si fondono negli spettacoli Number 23. Vita e  splendori di Michael Jordan di Federico Buffa (26 febbraio, al pianoforte Alessandro Nidi) e Barrilete cósmico.  Maradona pedagogista di Christian Raimo (19 marzo, regia di Alessandro Di Murro). Diversi per stile e biografia,  il re degli storyteller sportivi e lo scrittore militante si soffermano su due miti intergenerazionali: il fenomeno del  basket ossessionato dalla perfezione, e il genio del calcio che con un colpo di mano e un gol da cineteca ha reso  immortale una partita dei Mondiali. 

Il programma di prosa si completa con due commedie francesi di enorme popolarità. Il 3 febbraio va in scena  Cari genitori, pièce che dopo 900 repliche approda in Italia con un cast capitanato da Amanda Sandrelli e Giulio  Scarpati: una riflessione ironica sul legame tra amori familiari e denaro, scritta da Emmanuel e Armelle Patron, e diretta nella versione italiana da Antonio Zavatteri. Lo stesso Zavatteri, con Enzo Paci e il celebre comico Luca  Bizzarri, il 6 maggio interpreta Le nostre donne, commedia brillante in cui si sono cimentati mostri sacri della  scena francese come Jean Reno, Daniel Auteuil e Richard Berry. Scritta dal premio Molière Éric Assous, Le nostre  donne esplora il mondo maschile e le sue fragilità raccontando la serata storta di tre compagni di poker, con  dialoghi taglienti e continui colpi di scena (regia di Alberto Giusta).

Insieme a questi spettacoli e al programma di teatro per le nuove generazioni, il cartellone propone due  serate con divulgatori amatissimi dal grande pubblico e uno degli spettacoli di danza più interessanti degli ultimi  anni. Il noto geologo Mario Tozzi, accompagnato dal cantautore Lorenzo Baglioni e dalla voce narrante di Carlo  Lucarelli, racconta l’attuale crisi ambientale come un’indagine di cronaca nera (Chi ha ucciso il pianeta?, 11  dicembre, spettacolo speciale fuori abbonamento, realizzato in collaborazione con Geat in occasione del  trentesimo anniversario della società). Lo scrittore e filosofo Umberto Galimberti si sofferma sulla scomparsa  dei punti di riferimento nel nostro mondo dominato dalla tecnica e propone un’etica nuova, in cui gli esseri umani  come viandanti percorrono la Terra senza possederla (Lo spaesamento e l’etica del viandante, 26 gennaio). Infine  la danzatrice Claudia Marsicano, Premio Ubu 2017 come migliore attrice/performer under 35, si lancia in un  affondo ironico e poetico sul corpo femminile e sul culto dell’immagine, interpretando magistralmente le  coreografie che Silvia Gribaudi ha creato per lei ispirandosi alle figure di Fernando Botero e ai corsi di aerobica  di Jane Fonda (R.OSA. 10 esercizi di nuovi virtuosismi, 11 marzo, data in collaborazione con E’ Bal – Palcoscenici  per la danza contemporanea).

Il rinnovato Spazio Tondelli

La direzione artistica di Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatro – ente promotore della stagione e realtà che  ha fatto nascere e oggi gestisce lo Spazio Tondelli – interpreta la riapertura del teatro come un’occasione per  immaginare una nuova idea di spazio culturale. Uno spazio aperto all’incontro tra arti, linguaggi e comunità, un  luogo vivo, contemporaneo e profondamente europeo, nel quale il teatro incontra la musica, la danza, il cinema,  il pensiero e la nuova drammaturgia, trasformando la scena in un’esperienza condivisa e in un’occasione  permanente di relazione con la città, con il territorio e con il pubblico.

È una visione che trova ispirazione nel pensiero di Pier Vittorio Tondelli, al quale lo spazio è dedicato. Non  è un caso che il claim scelto per accompagnarne la riapertura sia Senza temere l’Utopia, tratto da quindi: un t...,  breve e visionario scritto che il giovane Tondelli dedicò al mondo del teatro nei primi anni Settanta. In quelle  pagine lo scrittore rifiuta l’idea di un teatro chiuso nelle proprie convenzioni e immagina invece uno spazio  capace di attraversare la vita quotidiana, di accogliere le trasformazioni della società e di contaminarsi  continuamente con i linguaggi del proprio tempo. Un teatro che non si limita a rappresentare il presente, ma lo  interpreta, lo mette in discussione e diventa luogo di incontro, partecipazione e sperimentazione.

È questa la prospettiva che anima oggi il nuovo Spazio Tondelli e che accompagnerà anche il racconto della  sua riapertura. La direzione artistica di Simone Bruscia e lo Studio Luca Sarti, autore della nuova identità visiva  del teatro, hanno infatti scelto di sviluppare una campagna di comunicazione ispirata a quindi: un t...,  trasformando le intuizioni visionarie del giovane Tondelli in un percorso di ricerca grafica e visiva che  accompagnerà la prima stagione del nuovo Spazio Tondelli.

Un luogo che non vuole essere soltanto la sede della stagione teatrale della città di Riccione, ma un’officina  permanente della scena contemporanea, aperta alla ricerca artistica, ai nuovi talenti, alla produzione culturale e  al dialogo internazionale. Uno spazio nel quale gli spettacoli diventano esperienza, i linguaggi si intrecciano, gli  artisti incontrano il pubblico e il teatro torna a essere una casa della comunità, capace di generare relazioni,  pensiero e nuove visioni. Senza temere l’utopia, lo Spazio Tondelli sceglie così di proporsi come un luogo unico  nel panorama nazionale: un centro culturale europeo dedicato al contemporaneo, dove la scena non è un punto  di arrivo, ma l’inizio di un dialogo continuo tra le arti, la città e il mondo.

La stagione di prosa costituisce il cuore della programmazione, ma rappresenta soltanto il primo tassello  della riapertura dello Spazio Tondelli. Nel mese di settembre saranno presentati l’evento inaugurale e l’intero  progetto culturale che accompagnerà il primo anno di attività del rinnovato teatro. Accanto agli spettacoli della  stagione troveranno spazio la ventottesima edizione del Riccione TTV Festival, il cartellone Riccione Teatro per  le nuove generazioni, rivolto alle scuole e alle famiglie, e ancora laboratori, incontri, presentazioni e nuovi  percorsi internazionali. Tra questi, anche Nuova scena italiana dal mondo, progetto promosso da Riccione Teatro  con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dedicato ai nuovi talenti  della drammaturgia e al dialogo tra la scena italiana e le esperienze artistiche internazionali.

È da questa eredità che prende forma il nuovo Spazio Tondelli: un teatro che, senza temere l’utopia evocata  da Pier Vittorio Tondelli, sceglie di immaginare il futuro come un luogo di incontro tra arti, persone e comunità.

Dichiarazione della sindaca Daniela Angelini e della vicesindaca Sandra Villa

«La riapertura dello Spazio Tondelli con la nuova stagione teatrale è una conquista di grandissimo valore per  tutta la nostra città. Non restituiamo ai riccionesi soltanto un teatro completamente rinnovato, ma diamo vita a  una vera casa della comunità e a un centro culturale di respiro europeo dedicato al contemporaneo. Ispirandoci  alle parole di Pier Vittorio Tondelli — “Senza temere l’Utopia” —, abbiamo voluto scommettere su un progetto  ambizioso, capace di far dialogare i grandi protagonisti della scena nazionale, i nuovi talenti, la danza, il pensiero  e la partecipazione dei più giovani. Questo palcoscenico sarà il centro propulsore di una Riccione che guarda al  futuro con coraggio, confermandosi punto di riferimento per la cultura e la produzione artistica.»

Abbonamenti e biglietti

L’abbonamento alla stagione comprende 15 spettacoli al costo di 200 euro. Per gli under 30 è previsto un abbonamento a prezzo ridotto, anch’esso valido  per l’intera stagione, al costo di 120 euro.

Lo spettacolo Chi ha ucciso il pianeta? di Mario Tozzi è proposto fuori abbonamento, mentre Uno spettacolo italiano di Niccolò Fettarappa e Nicola  Borghesi rientra in un carnet speciale dedicato alla nuova drammaturgia, sottoscrivibile dagli spettatori under 30: al prezzo di 30 euro, le cinque date di  Uno spettacolo italiano, Gli altri. Indagine sui nuovissimi mostri e Nelle puntate precedenti.

Dal 14 settembre gli abbonamenti saranno acquistabili presso la biglietteria di Villa Lodi Fè, sede di Riccione Teatro, oppure su Vivaticket.it e nei  punti vendita del circuito Vivaticket.

I biglietti dei singoli spettacoli saranno in vendita, sempre a Villa Lodi Fè e su Vivaticket, dal 28 settembre.

Per informazioni e orari: tel. 320 016 8171, biglietteria@riccioneteatro.it.


Comunicato stampa a cura di Riccione Teatro

Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2026, 14:57

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