Descrizione
Una storia di fedeltà che dura da ben cinquantacinque anni, iniziata quando i primi pionieri della promozione turistica locale salivano nella bergamasca a promuovere con i loro depliant e volantini il territorio e le proprie strutture ricettive. Patrizia Baragetti è stata nominata nuova “Ambasciatrice di Riccione nel mondo”. La consegna del riconoscimento, per mano dell’assessore al Turismo Mattia Guidi, è avvenuta ieri mattina, venerdì 4 settembre, allo studio fotografico Fotospeed - Foto Lab Moderna di Daniele Casalboni e Sefora Berardi, legati a Patrizia da una profonda e sincera amicizia.
La storia d’amore tra Patrizia e Riccione ha radici profonde. È dal 1971, anno della sua nascita, che la turista lombarda frequenta assiduamente la Perla verde ogni anno, assistendo all’evoluzione della città da località stagionale a centro attivo dodici mesi all’anno. I racconti di famiglia ricordano ancora l’arrivo dei primi clienti grazie all’opera dei promotori locali che si spostavano nella bergamasca per distribuire i depliant promozionali della propria pensione e del mare di Riccione. Fu proprio così che il padre di Patrizia conobbe la famiglia Conti, intenta a pubblicizzare il Maris Stella: da quell’incontro nacque un lunghissimo legame con la città, costellato di soggiorni in diversi alberghi, tra cui il Capitol, il Diplomatic e il Christian, fino ad approdare all’Hotel Rosalba, guidato oggi da Vanessa Vagnetti nel segno di una tradizione di famiglia che si tramanda da generazioni. Indelebile nel suo cuore il ricordo del nonno di quest’ultima, Mario, che al termine della giornata la portava sulla sua barca a vela fino al porto per le ultime manovre di rientro dell’imbarcazione.
Punto fermo di tutte le sue estati resta da sempre la Spiaggia 121, i bagni Giovanni, dove nel tempo si sono succedute le generazioni della famiglia Arcangeli, da Giovanni e la moglie Giovanna a Paolo, fino ad arrivare a Raffaele. Tra le memorie più vive della sua infanzia in spiaggia ci sono anche quelle legate ai venditori ambulanti di un tempo: dal gelataio a chi proponeva i canditi, che passeggiavano lungo la battigia portando a spalla i pesanti cestoni e tenendo nell’altra mano i caratteristici seggiolini di legno per l’appoggio.
La memoria della neo ambasciatrice ripercorre le immagini iconiche di una Riccione senza tempo, dalle uscite in moscone a remi e le altalene tra le onde, fino alle serate trascorse nei locali storici come il Sirenella, il Savioli e il Calderone, o alle ore trascorse sotto il sole ad attendere la tappa del Cantagiro. Un legame profondo e costante che prosegue tuttora, vivendo la città non solo nei mesi estivi ma anche durante le festività di Pasqua, Natale e i ponti autunnali e invernali.
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Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2026, 13:53