Descrizione
Un Piano urbanistico generale dal profilo ecologico altissimo con premialità volumetriche e accordi operativi che prevedono la realizzazione del grande bosco urbano, la tutela degli alberi potenzialmente monumentali anche su scala comunale, le linee guida per il Bilancio ecosistemico approvate come primo comune della provincia e una riorganizzazione degli uffici avviata a giugno per garantire valutazioni sempre più rigorose sugli abbattimenti e premianti per la biodiversità.
L’Amministrazione comunale di Riccione traccia il bilancio organico e dettagliato di una svolta strutturale nel governo del territorio, fondata sul principio di salvare ogni pianta dove possibile — come dimostrato dalle modifiche ai tracciati delle ciclovie — e di intervenire nel pubblico con la rimozione certificata da perizie agronomiche solo quando la sicurezza pubblica è a rischio per alberature irrimediabilmente compromesse. Un cambio di passo radicale che supera gli interventi estemporanei del passato per mettere al centro natura, qualità della vita e tutela dell'ambiente anche in ambito urbano. Proprio a fronte delle recenti polemiche e delle ricostruzioni che hanno interessato l’operato dell’Amministrazione in materia di gestione e salvaguardia del patrimonio arboreo, si intende fare piena e definitiva chiarezza su questa strategia complessiva, in divenire, che intende trasformare radicalmente il rapporto tra il tessuto urbano, le infrastrutture verdi e l’ecosistema cittadino, adottando un approccio rigoroso e proiettato alla sostenibilità futura.
I numeri del cambio di passo tra sicurezza e nuove piantumazioni
Il percorso avviato dal Comune ha messo al centro la cura e la sicurezza del patrimonio esistente attraverso un’imponente attività di monitoraggio. Per la prima volta nella storia della città, a partire dal 2024 è stato condotto un censimento sistematico su oltre 24.000 alberi, accompagnato da analisi approfondite di stabilità su centinaia di esemplari a tutela della pubblica incolumità. Le eventuali rimozioni eseguite o autorizzate nel corso del tempo sono state dettate unicamente da imprescindibili esigenze di sicurezza pubblica, riguardando esclusivamente piante irrimediabilmente malate, deperite o strutturalmente pericolose. Ogni abbattimento è stato quindi un atto di responsabilità a tutela dei cittadini.
A fronte di questi interventi mirati e necessari, il saldo della dote arborea cittadina risulta enormemente in attivo grazie a una programmazione costante che vede le nuove piantumazioni superare il numero delle sostituzioni. Già a partire dal marzo 2023 ha preso il via il progetto per la nascita del nuovo bosco nella zona collinare dell’ex area Palazzetti, con la messa a dimora di 560 piante autoctone destinate a diventare una foresta autonoma.
A questo importante tassello si sono aggiunti oltre 70 nuovi alberi collocati tra centro e periferie nel giugno 2024, ulteriori interventi di rinnovo nei viali cittadini nell’autunno, fino all’ampia campagna della primavera 2025 che ha portato altri 166 nuovi esemplari nei principali parchi e giardini della città, oltre ad uno sforzo economico ingente durato diversi anni per compensare con nuove alberature gli abbattimenti resi necessari per motivi di sicurezza e stabilità.
La proiezione verso il futuro poggia inoltre su grandi interventi strutturali già finanziati.
Il progetto di riqualificazione green dell’area a monte del porto canale e lungo il corso del Rio Melo, sostenuto da un contributo regionale di 1,875 milioni di euro ottenuto a fine 2023, porterà alla piantumazione di ben 11.800 arbusti e 117 alberi, con la desigillazione di oltre 1.000 metri quadrati di suolo e l’abbattimento di oltre 146 tonnellate di anidride carbonica all’anno.
A breve inizieranno i lavori per la riqualificazione dei Giardini Montanari con la creazione di ampie superfici permeabili e drenanti (pari a metri quadrati 2.925), 993 mq di superfici parzialmente sigillate e previsione di 24 nuove alberature e la messa a dimora di almeno 4.140 specie di arbusti ed erbacee perenni.
In autunno partiranno i lavori anche per la rete ecologica comunale sul Marano e il Comune è in attesa degli esiti del bando per la naturalizzazione dei suoli degradati con il progetto del Bosco delle dune integrato all’Orto delle Sabbie.
Anche nei comparti privati complessi, le regole comunali garantiscono un moltiplicatore verde: nell’area dell’ex Colonia Mater Dei, a fronte del taglio autorizzato di 52 piante compromesse o interferenti con il cantiere, il progetto prevede l’obbligo di mettere a dimora ben 121 nuove alberature, garantendo un saldo ecologico ampiamente positivo.
Nuovi strumenti di tutela e riorganizzazione degli uffici
Questo straordinario incremento quantitativo, appena avviato, è accompagnato da un quadro di garanzie normative senza precedenti. Nel marzo 2025 il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento per la cura del verde urbano, frutto di un lungo percorso di condivisione, che introduce la valutazione del valore ecologico e ambientale dell'albero e stringe le maglie sui criteri di compensazione.
Contestualmente, la Giunta ha stabilito direttive chiare per le opere pubbliche, imponendo l’analisi preventiva di soluzioni alternative all’abbattimento, il ripristino della permeabilità dei suoli e l’obbligo di parere vincolante dei tecnici del verde fin dalla primissima fase di progettazione.
A luglio 2025 la dirigente al Settore Governo sostenibile del territorio ha dato indicazioni stringenti al Servizio verde per il divieto di abbattimento nei periodi di nidificazione. Un percorso coronato nel novembre 2025 con l’adozione delle linee guida per il Bilancio ecosistemico, strumento innovativo che vincola le principali trasformazioni urbanistiche a dimostrare un impatto ambientale e climatico positivo rispetto alla situazione di partenza e costituisce riferimento per la progettazione del verde e la salvaguardia degli alberi esistenti.
La tutela del patrimonio naturale è stata ulteriormente rafforzata nel Piano urbanistico generale con norme dedicate alla salvaguardia degli alberi potenzialmente monumentali. Nei requisiti obbligatori e volontari per gli interventi edilizi in corso di predisposizione è al vaglio la proposta della Lipu di prevedere l’inserimento di nidi artificiali per l'avifauna negli edifici da riqualificare, in sostituzione di quelli esistenti.
Per garantire un rigore ancora maggiore, la competenza sulle autorizzazioni agli abbattimenti è stata riorganizzata all’interno dell’edilizia privata per coordinare in modo più efficace il progetto edilizio con la tutela degli alberi esistenti e trasferita a un ufficio dedicato guidato da esperti agronomi e sotto la diretta supervisione della dirigenza di settore.
Allo stesso tempo, l’Amministrazione si è messa in gioco ridefinendo le modalità per la tutela degli alberi, facendo esperienza di alcuni episodi con massima attenzione e fermezza anche occorsi sui cantieri privati. Oltre ad avere a suo tempo salvaguardato tutti i pini frontestrada, l’autorizzazione all’abbattimento del pino d’Aleppo nel recente intervento in viale Ciceruacchio non sarebbe stata possibile con il Pug e con le linee guida per il Bilancio ecosistemico, ma in ogni caso si era cercata ogni via di mediazione tecnica prima di prendere atto delle perizie universitarie sulla pericolosità della pianta. Mentre per gli abbattimenti nell'area dell'ex Colonia Mater Dei gli uffici hanno già attivato le procedure formali di verifica per accertare il rispetto tassativo delle norme a tutela della nidificazione degli uccelli.
Il richiamo della politica alla responsabilità e alla collaborazione
La volontà di ascolto e partecipazione trova conferma nei fatti, dalle modifiche apportate ai tracciati della ciclovia per salvaguardare i pini e trapiantare le tamerici, fino alle iniziative di divulgazione scientifica di altissimo livello offerte gratuitamente alla città con accademici come Stefano Mancuso e Francesco Ferrini.
In questo solco si inserisce il prossimo appuntamento di agosto, quando verrà nuovamente convocato il Tavolo permanente ambiente – l’organo istituzionale istituito nel maggio 2023 che riunisce l’Amministrazione, la dirigenza comunale e i rappresentanti di numerose associazioni ambientaliste del territorio – per illustrare la versione definitiva del progetto di Rete ecologica lungo il Torrente Marano, che coinvolgerà l'area dell’ex polveriera e i terreni limitrofi a seguito delle ultime verifiche sul campo.
“L’impegno a condividere i progetti pubblici di riqualificazione e tutela del verde è costante da parte nostra, ma va alimentato con senso di responsabilità da tutte le parti in causa”, dichiara l’assessore all’Ambiente e alla Rigenerazione urbana Christian Andruccioli. “Il Tavolo permanente ambiente verrà convocato ad agosto per illustrare la versione definitiva del progetto della Rete ecologica del Torrente Marano, estesa alla parte naturalizzata dell’ex polveriera: un passaggio chiave che dimostra nei fatti come la nostra programmazione vada avanti. Tutti gli impegni presi sono stati mantenuti. Abbiamo approvato un Piano urbanistico generale dal profilo ecologico altissimo, introdotto la tutela degli alberi potenzialmente monumentali, approvato le linee guida per il Bilancio ecosistemico come primo comune della provincia e a breve si vedranno gli esiti della riorganizzazione degli uffici avviata a giugno per garantire valutazioni sempre più rigorose sugli abbattimenti e premianti per la biodiversità. Quando si è potuto intervenire per salvare le piante, come nei tracciati delle ciclovie, lo abbiamo fatto; quando invece la sicurezza pubblica è a rischio per alberature irrimediabilmente compromesse o pericolose, la rimozione certificata da perizie agronomiche diventa un atto di responsabilità inderogabile. Promettere che mai più un albero verrà abbattuto sarebbe solo un’ipocrisia intellettuale che non ci appartiene, ma un’attenta valutazione del valore ecosistemico delle piante da abbattere verrà attuata prima di rilasciare le autorizzazioni e i progetti edilizi dovranno armonizzarsi con il verde esistente e di progetto. Non intendo rispondere a chi punta il dito per un abbattimento necessario a garantire l'incolumità dei cittadini, a chi grida ad ‘Attila’ a mezzo stampa ad un assessorato che sta mettendo in atto una vera e propria rivoluzione green che inizierà a dare i suoi frutti a breve, perché deve fare i conti con le rigidità di un sistema che deve essere modificato a beneficio di tutti, mentre le nuove piantumazioni e i progetti di forestazione superano di gran lunga i tagli. E non risponderò a chi accusa l'Amministrazione di non curarsi della fauna proprio mentre intendiamo recepire le norme per l'integrazione dei nidi artificiali nei progetti di ristrutturazione degli edifici, a seguito di una interlocuzione di mesi tra i nostri uffici e la Lipu. Continuerò a essere estremamente disponibile al dialogo con chi, all’interno delle associazioni ambientaliste e della società civile, sceglierà di interloquire con l'amministrazione comunale con onestà intellettuale, competenza e ricerca, accompagnandoci in questa rivoluzione verde per il futuro di Riccione”.
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Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2026, 14:39