Descrizione
Scampato alla marcia di 1.200 km e ai campi di concentramento nazisti, Athos Crudi ricordava la fame disperata che gli bruciò le mani mentre rubava patate bollenti per nutrirsi e l’episodio in cui, con una pistola puntata alla pancia, convinse un maresciallo nazista a risparmiargli la vita.
Nel 2024 la sindaca Angelini e l’assessora Zoffoli lo incontrarono per onorare la sua preziosa testimonianza
Si è spento domenica 25 maggio all’età di 105 anni Athos Crudi, figura di grande rilievo nella memoria storica della nostra comunità e testimone diretto della tragedia dell’Olocausto. Uomo di straordinaria lucidità e forza morale, Crudi ha dedicato la sua vita a raccontare gli orrori vissuti durante la Seconda Guerra Mondiale, affinché la memoria di quei tragici eventi non venga mai dimenticata.
Nella sua casa di Riccione, con una lucidità sorprendente, Athos Crudi aveva raccontato più volte gli anni che segnarono indelebilmente la sua vita. A soli ventidue anni fu arruolato come guardia frontiera sul fronte jugoslavo, dove venne catturato e deportato in Germania. Iniziò così un’odissea in diversi campi di prigionia, soprattutto nel campo di Gotenhafen (oggi Gdynia), situato nella baia di Danzica sul Mar Baltico. La sua prigionia fu segnata da sofferenze indicibili, culminate nella lunga marcia di circa 1.200 chilometri durante la ritirata tedesca, che lo portò da Danzica a Bromberg (oggi Bydgoszcz), Rostock e Lubecca, attraversando un inferno fatto di fame, freddo, violenza e morte.
Crudi ha sempre raccontato con profonda precisione le terribili condizioni della vita nei campi: la routine logorante, fatta di sveglie all’alba, un mestolo di acqua con rape bollite come unico sostentamento, continue minacce e l’incertezza del domani. Ricordava le scene strazianti in cui i prigionieri, in preda alla fame, si avventavano su ogni cosa, spesso pagando con la vita questo atto disperato. Raccontava di come le mani gli fossero rimaste ustionate dopo aver rubato delle patate bollenti per sfamarsi (“le patate erano sotto un palmo di acqua bollente ma la fame era troppa... prendemmo tutte quelle che riuscimmo a portare via ma nella caldaia lasciammo tutta la pelle delle mani”), e di un episodio drammatico in cui, insieme ad altri, venne sorpreso e mitragliato dai nazisti nascosti in un fosso, evento che gli fece temere per la propria vita più che mai.
Un altro ricordo indelebile è quello dell’incontro con un maresciallo nazista, al quale, con calma e coraggio, spiegò di aver raccolto dell’avena per sfamarsi dopo giorni di digiuno. Nonostante la pistola puntata contro di lui, Crudi riuscì a far leva sull’umanità del militare, che infine lo lasciò andare. “Riuscii a non perdere la calma e vedendolo anziano gli chiesi se avesse un figlio della mia età e cosa avrebbe fatto a suo figlio se si fosse trovato nella condizione di dovere prendere una manciata di avena per sfamarsi”. La pistola sembrò iniziare a scottare nelle mani del maresciallo. “La gettò sul tavolo e mi disse di andarmene con un paio di pacche sulla spalla”.
Nel novembre 2024, la sindaca Daniela Angelini e l’assessora alla Famiglia Marina Zoffoli hanno avuto l’onore di incontrare Crudi, riconoscendo l’importanza della sua testimonianza per la comunità. Egli sottolineava come oggi più che mai sia necessario mantenere viva la memoria degli orrori nazisti, per evitare che simili tragedie si ripetano.
L’amministrazione comunale si stringe al dolore dei familiari e della città intera, salutando con rispetto e gratitudine un uomo che ha dedicato la sua esistenza alla testimonianza, alla memoria e alla pace.
I funerali avranno luogo domani, martedì 27 maggio alle ore 15:30, con la Santa Messa nella nuova chiesa parrocchiale di San Martino, in viale Diaz, seguiti dal trasporto della salma al cimitero di Misano Mare.
Questa sera, lunedì 26 maggio, alle ore 20:30, sarà celebrata una veglia di preghiera nella stessa chiesa.
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Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2025, 15:45