Descrizione
Fare piena chiarezza scientifica sul percorso di gestione del verde storico in viale Ceccarini, sgombrando il campo da interpretazioni errate e spiegando il senso dei rigidi protocolli applicati. Con questo obiettivo interviene il dottor Giovanni Morelli, dottore agronomo e arboricoltore di fama internazionale, incaricato dal Comune di seguire la tutela e la stabilità delle alberature durante la riqualificazione. Un intervento che, fin dalle prime fasi della progettazione - curata dallo studio Laprimastanza per conto dell’amministrazione comunale di Riccione -, ha scelto di non percorrere la strada sbrigativa del taglio preventivo totale, bensì quella della conservazione mirata e del controllo strumentale costante.
Perché i controlli di stabilità si eseguono prima e dopo il cantiere?
“Quando si opera in un contesto urbano ad alta frequentazione su un’alberata storica – spiega Giovanni Morelli – la tutela del patrimonio arboreo e la sicurezza pubblica impongono un metodo scientifico preciso: testare la stabilità prima dei lavori e collaudarla nuovamente a opere ultimate. Nei tratti riqualificati tra viale Milano e viale Dante, e nel tratto di viale Gramsci, su ventiquattro pini domestici censiti, le verifiche preventive avevano portato alla rimozione e immediata sostituzione di tre esemplari già gravemente instabili, consentendo di preservare tutti gli altri ventuno. A lavori conclusi, la ripetizione delle prove strumentali di trazione è un passaggio tecnico fondamentale e doveroso: un cantiere di rigenerazione profonda, per quanto eseguito con le migliori tecniche di salvaguardia, va inevitabilmente a modificare le condizioni al contorno del terreno e dell’apparato radicale. Verificare come la pianta ha risposto alle sollecitazioni dell’intervento è l’unico modo per certificare la sicurezza reale delle persone”.
Nessun errore di cantiere: le rimozioni postume sono una scelta vincolata
“Gli alberi sono organismi viventi e non pali di cemento – prosegue Morelli –. Se dopo la conclusione dei lavori le prove di trazione rilevano che una pianta ha perso la propria tenuta biomeccanica e non garantisce più gli standard di sicurezza, l’abbattimento diventa un atto tecnico obbligato. Questo non significa affatto aver lavorato male o aver sbagliato il cantiere: al contrario, significa applicare un protocollo trasparente e assumersi la responsabilità di tentare di salvare gli esemplari storici. Nei tratti interessati dai lavori abbiamo protetto le radici con la tecnologia pneumatica Air Spade ad aria compressa per non incidere i tessuti vivi, posato vespai areati e impiegato terreni strutturali permeabili. Ciononostante, su esemplari che partivano pur da condizioni di stabilità, lo stress fisiologico può determinare una perdita di tenuta. Aver riscontrato la necessità di rimuovere quattro pini a collaudo ultimato (dunque 4 su 21, il 19%) - come deciso dall’amministrazione comunale di Riccione - dimostra l’efficacia delle cautele adottate: dover rimuovere una pianta dopo i lavori è il costo fisiologico e prevedibile della scelta di conservare un patrimonio arboreo così importante invece di radere al suolo tutto a priori”.
I numeri delle verifiche: la salvaguardia dell’81% per cento dei pini
Il quadro numerico certifica l’accuratezza del lavoro svolto. Nei comparti riqualificati, i quattro abbattimenti post collaudo su ventuno pini presenti rappresentano appena il diciannove per cento del totale: oltre l’ottanta per cento del patrimonio storico è stato dunque salvaguardato e difeso. Un quinto abbattimento ha invece riguardato la zona della rampa del sottopasso, dove i lavori non sono ancora partiti: qui le prove preventive eseguite su due pini domestici hanno individuato un esemplare già intrinsecamente instabile, rimosso prima delle opere a tutela dei passanti, confermando invece la stabilità dell’altro albero che viene regolarmente mantenuto.
Il bilancio finale cresce con nove pini domestici in più
“Tutti gli esemplari rimossi – conclude Morelli –, come disposto dai progettisti in accordo con l’amministrazione comunale - vengono puntualmente sostituiti con nuovi pini domestici attraverso interventi dedicati che non recano alcun danno alla pavimentazione appena posata. A queste sostituzioni si aggiungono tre nuovi pini messi a dimora in spazi precedentemente vuoti e altri sei pini collocati in sostituzione di vecchie tamerici. Al termine della riqualificazione viale Ceccarini avrà nove pini domestici in più rispetto alla dotazione iniziale. Inoltre, poiché molte delle piante conservate si trovano su soglie di sicurezza da monitorare con costanza, abbiamo predisposto un programma di controlli strumentali semestrali per seguire con rigore l’evoluzione biologica di ogni singolo albero”.
Nei prossimi giorni - come disposto dai progettisti in accordo con l’amministrazione comunale - si procederà al completamento delle lavorazioni di superficie: l’impresa incaricata provvederà alla fresatura e rimozione delle ceppaie rimaste e alla successiva messa a dimora dei pini sostitutivi, procedendo infine alla perfetta risistemazione e rifinitura delle aiuole a verde lungo il viale.
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Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026, 15:17